Quasi cinquant’anni dietro lo stesso banco
Nel 1978 Giancarlo Tiberi era un ragazzo di bottega. Lavorava nella macelleria di suo zio, al Mercato Trionfale, e un giorno decise di non restare dipendente: la rilevò. Aveva un coltello, un banco e la convinzione che la carne buona si riconosce dal rispetto con cui la tratti.
I primi anni sono stati un lavoro a quattro mani, accanto a sua moglie: sveglie prima dell’alba, clienti chiamati per nome, una fiducia costruita un taglio alla volta.

“Se esce dal nostro banco, è carne di cui rispondiamo noi.”

Poi è arrivato Stefano, il figlio. Ha cominciato la gavetta a quindici anni, tra i banchi di scuola e il bancone, guardando il padre. Oggi guida la bottega con la stessa passione e con un’idea precisa: portare al Trionfale le carni migliori del mondo. Siamo stati i primi a far arrivare la Danese al mercato. Oggi sul nostro banco convivono la vacca vecchia galiziana frollata, il Kobe giapponese e il Wagyu australiano, accanto ai tagli del quinto quarto che fanno la cucina romana.
Al Box 131 oggi lavora la terza generazione. Tiziano, figlio di Stefano, e suo cugino Simone vengono dalla scuola alberghiera e dalla ristorazione: avrebbero potuto scegliere una cucina, hanno scelto il banco. Hanno portato occhio da chef e i pronti a cuocere che cambiano con le stagioni.
E Giancarlo, nonno Giancarlo, si affaccia ancora al bancone per salutare i clienti e dare un consiglio ai ragazzi.
Siamo una delle macellerie più antiche del Mercato Trionfale. Il nome sull’insegna è lo stesso dal 1978, e per noi resta una promessa: se esce dal nostro banco, è carne di cui rispondiamo noi.
La famiglia Tiberi — Giancarlo, Stefano, Tiziano e Simone


